Valentino Rossi lascia la Yamaha E-mail
Contributi di Alessandro Chiarolanza   

Valentino Rossi nel lontano 2003 decise di lasciare la Honda, considerata una delle moto più performanti e passò a Yamaha per dimostrare ai piloti e alla stampa che le sue vittorie non erano merito solo della moto che lui guidava. Nel 2004 Valentino con la Yamaha, una moto con la quale nessuno voleva gareggiare, iniziò un Mondiale indimenticabile per tutti i suoi tifosi. In quell'anno con la Yamaha Valentino vinse 9 gare su 14 GP cosi diventando Campione del Mondo al debutto in Yamaha. E cosi dopo 6 anni trascorsi in Yamaha, 4 Mondiali vinti nel 2011 correrà per Ducati per trovare nuovi stimoli .

 Valentino Rossi ha scritto di suo pungo una lettera - pubblicata sul sito ufficiale della Yamaha - per salutare la sua (ormai ex) Scuderia. Ecco il testo integrale:
E' modo difficile spiegare in poche parole cos'è stato il mio rapporto con la Yamaha in questi sette anni. Tante cose sono cambiate da quel lontano 2004, ma soprattutto è cambiata lei, la mia M1. All'epoca era una povera MotoGp da metà schieramento, derisa da buona parte dei piloti e addetti ai lavori. Adesso dopo averla aiutata a crescere e a migliorarsi la vedi lì, sorridente nel suo box, corteggiata e ammirata, trattata insomma come la prima della classe. La lista delle persone che hanno reso possibile questa trasformazione è lunghissima, ma io vorrei soprattutto ringraziare Masao Furusawa, Nakajima e il "mio"... Atsumi in nome di tutti gli ingegneri giapponesi che hanno lavorato duro per cambiare faccia alla nostra M1. J. Burgess e tutti i ragazzi della mia squadra che l'hanno accudita con amore sulle piste di tutto il mondo, e anche tutti i ragazzi e le ragazze che hanno lavorato nel team Yamaha in questi anni. Adesso però è arrivato il momento di trovare nuove sfide, il mio lavoro qua è finito. Purtroppo anche le più belle storie d'amore finiscono, ma ti lasciano un sacco di bei ricordi, tanti momenti paragonabili a quel primo bacio che ci siamo dati sull'erba di Welkom, dove lei mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto: "Ti amo".

Fonte: Corriere dello Sport

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