Agevolazioni per i giovani |
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| Scritto da lucia | |
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Lavoro e Professioni AGEVOLAZIONI PER I GIOVANI Affacciarsi al mondo del lavoro per la prima volta, dovrebbe essere un’esperienza di entusiasmo e curiosità, invece, il primo contatto dei giovani con la sfera lavorativa si rivela, molto spesso, inconcludente e scoraggiante. Il mercato del lavoro sembra non rispondere, in modo positivo, alle nostre esigenze, non sembra saper coniugare interessi, aspirazioni personali ed impiego: spesso si svolge un lavoro non perché piace, ma solo per circostanze. La sfera lavorativa porta con sé un’annosa questione: come far incontrare domanda ed offerta di lavoro? Il nostro Paese sembra, per alcuni versi, aver preso consapevolezza dell’urgenza di rispondere a quest’interrogativo. Si è capito che uno dei primi passi da compiere è quello di promuovere una politica attiva del lavoro, a tal fine sono stati ideati i Centri dell’impiego,(ex Uffici del Collocamento), dei portali specializzati e delle agenzie private. Ricordiamo ad esempio lo sportello stage, sul sito www.sportellostage.it, che consente ai giovani diplomati e/o laureati (fino ai 32 anni) di effettuare uno periodo di stage e così di poter mettere in pratica le proprie conoscenze in aziende private ed estere. Per poter candidarsi è necessario compilare il modulo di adesione sul sito succitato. Questi sono tutti strumenti utili ed efficaci che mirano ad incrociare le aspirazioni personali con le specifiche esigenze aziendali, essi sono stati ideati per potenziare e supportare le persone nella ricerca del lavoro. Ma quando ad inficiare il rapporto tra gioventù e mondo del lavoro entra in gioco l’iter tradizionale (aggettivo diventato quasi d’obbligo) della raccomandazione, come comportarsi? Questo interrogativo è la voce di quanti hanno visto soffiarsi un incarico da persone meno competenti, ma amiche di, imparentate con.. Questa non è solo quella voce, ma è anche la manifestazione di un dato di fatto raccolto dall’isfol. Le ricerche dell’ Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, hanno evidenziato che quattro giovani su dieci vengono ‘sistemati’e solo cinque su 100 riescono ad ottenere un posto di lavoro contando sulle proprie forze. Nello scenario contemporaneo del nostro Paese la raccomandazione vige come un iter quasi tradizionale per il raggiungimento di una buona posizione lavorativa. Volendo parafrasare Giovanni Floris che con il suo Mal di merito, l’epidemia di raccomandazioni che paralizza l’Italia, sta sbaragliando, a ragione, le librerie “mai dire: basta lascio, tanto vanno avanti solo i raccomandati…” perchè nonostante la fattualità dei dati esistono delle felici eccezioni, lo stesso autore ne costituisce l’emblema. Eccezioni che possono cessare di essere tali se si cerca di disinnescare i meccanismi proverbiali che costellano le aziende pubbliche e private. La bacheca dell’Infogiovani dedica due Settori al mondo lavorativo: Lavoro e Professioni, il primo contiene le offerte e le norme vigenti sul lavoro. Nel secondo invece è possibile trovare informazioni concernenti i più svariati profili professionali: percorsi di studio, sbocchi occupazionali, guadagni etc. Segnaliamo una vantaggiosa agevolazione, per i nostri giovani utenti: un pc per i precari. La legge finanziaria per il 2007 ha previsto il contributo di 200 euro per l'acquisto di un personal computer a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, compresi i lavoratori a progetto. Il contributo viene corrisposto mediante una riduzione dell'importo di 200 euro, dal prezzo complessivo di acquisto del PC, IVA inclusa, al netto di ogni eventuale sconto commerciale. A partire dal luglio 2003 si è iniziato a discorrere di lavoratori a progetto. Si è sostituita, fatta eccezione per il personale della pubblica amministrazione, la dicitura collaboratori coordinati continuativi Co Co Co con collaboratori coordinati a progetto. Un cambio di dicitura, che quando l’intero iter della legge Biagi verrà varato, apporterà notevoli cambiamenti primo fra tutti l’aumento dell’aliquota contributiva per ciascun lavoratore. Cambio di sigle, buone prospettive future, ma ancora tanta precarietà nel presente. Diciture diverse insomma per indicare pressoché lo stesso contenuto, lo stesso dato di fatto: Precari, Precari, Precari!Federica Iacono. |
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