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Contributi di lucia   

La Spagna è formata da tante regioni, che mantengono, spesso con orgoglio, la propria cultura e la propria lingua, le proprie differenze. Trasgressione pura e antiche tradizioni gelosamente conservate, medioevo e postmodernità si alternano durante il viaggio in questo paese dai mille volti.

E tuttavia, che vi troviate al mare o in montagna, a Madrid o a Barcellona, in Galizia, nei Paesi Baschi o in Andalusia, non mancheranno mai le occasioni di divertimento e l'inesauribile vita notturna, la buona cucina e la possibilità di ammirare un patrimonio culturale storico e artistico tra i più importanti al mondo.Partite da Madrid, la capitale della Spagna e della movida trasgressiva. Proseguite il viaggio alla scoperta di Barcellona, orgogliosa e cosmopolita capitale della Catalogna, camminate sulla magica Rambla e fatevi incantare della Sagrada Famiglia di Gaudì. All'estremità nord-occidentale, sul confine col Portogallo visitate la Galizia. Andate alla scoperta di Santiago di Campostela lungo il cammino più antico e famoso d'Europa. Nel sud c'è da scoprire l'Andalusia arabo-ipanica, culla del flamenco. Non perdetevi Granada e la splendida Siviglia. D'estate, ma non solo, vi accolgono le bellissime isole della Spagna: le Baleari nel Mediterraneo con le spiagge raccolte, alberghi attrezzatissimi e notti di festa interminabili; le Canarie nell'Oceano Atlantico, da Fuerteventura paradiso dei surfisti, a Tenerife dove la primavera dura tutto l'anno. E poi ancora: la Spagna che vi coinvolge, la Spagna dei festival estivi e delle feste popolari, la Spagna della buona cucina e del vino tinto, la Spagna che cambia volto da una regione all'altra ma che mantiene intatta la sua inesauribile vitalità che vi accompagna, città dopo città, lungo il viaggio.

La storia

I primi abitanti della Spagna sono i celtiberi, sorti dalla fusione dei celti e degli iberi. Dopo il 1100 a. C. fenici e greci fondano colonie sulle coste mediterranee. La Spagna entra nella storia verso il III sec. a. C. con la dominazione di Cartagine della parte orientale. Nel 201 a. C. la Spagna viene sottomessa ai romani, malgrado le resistenze interne (Sertorio) che durano fino ad Augusto. Alla dissoluzione della potenza romana sono i vandali che invadono il paese, seguiti dai visigoti che penetrano in Spagna nel 412. Essi vi instaurano una monarchia brillante, cattolica a partire dal re Recaredo (589), distrutta dagli arabi nel 711. L'emirato omayyade di Cordoba si proclama indipendente. Califfato nel 929, si mantiene fino al 1031. La sua disgregazione favorisce in seguito la reconquista a partire dal nord, nel quale si creano Stati cristiani. Dal 1085 (presa di Toledo da parte di Alfonso VI) al 1248 (presa di Siviglia da parte di Ferdinando III), i musulmani sono respinti fino nel regno di Granada. Nel 1492 essi vengono definitivamente cacciati dai re cattolici, Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, sposatisi nel 1469. Il XVI sec. è l'apogeo della monarchia spagnola; oltre alle conquiste coloniali in America, Carlo I (1516-1556), imperatore come Carlo V nel 1519, incorpora nei propri domini i territori austriaci degli Asburgo e Filippo II (1556-1598) eredita il Portogallo (1580). L'insieme, eterogeneo e pericoloso per l'equilibrio europeo, si disaggrega; la sconfitta dell'Invincibile Armada (1588) prelude a questa decadenza, contrassegnata in modo eclatante dalla perdita del Portogallo (1640). L'estinzione della casa degli Asburgo consente l'ascesa di Filippo IV di Borbone, nipote di Luigi XIV: è la guerra di successione di Spagna (1701-1716). Carlo III (1759-1788), despota illuminato, è il più brillante rappresentante della dinastia Borbone che ha trionfato. Nel 1814 i Borboni, cacciati da Napoleone I, che impone come re il fratello Giuseppe (1808), sono restaurati dopo l'eroica guerra di indipendenza. Ferdinando VII, sostenuto dall'intervento francese nel 1823, imposta una monarchia assoluta e perde le colonie d'America. La regina Isabella (1833-1838) deve lottare contro i carlisti, sostenitori di suo zio Carlos, e viene infine sconfitta. Il breve regno di Amedeo I (1870-1873) è contrassegnato dalla reggenza del maresciallo Serrano (fino al 1871) e dall'abdicazione del re due anni più tardi. Nel 1873 viene proclamata la repubblica; un'insurrezione carlista è repressa, ma con un nuovo colpo di Stato il figlio di Isabella, Alfonso II (1874-1885), viene infine proclamato re. La reggenza di Maria Cristina (fino al 1902) e il regno di Alfonso XIII sono contrassegnati da disordini. La Spagna perde Cuba, le Filippine e Porto Rico, alla fine della guerra contro gli Stati Uniti (1898); si sviluppano movimenti anarchici e nazionalisti (Paesi Baschi, Catalogna). Nel 1923 Primo de Rivera instaura la prima dittatura, relativamente moderata. Nel 1931 le elezioni municipali sono una sconfitta per la sovranità; Alfonso XIII abbandona la Spagna e viene proclamata la repubblica (14 aprile). Nel febbraio 1936 il Fronte Popolare vince le elezioni, ma a luglio la rivolta del generale Franco segna l'inizio della guerra civile spagnola, terminata con la vittoria dei franchisti. Franco, caudillo, capo di Stato a vita, governa con un partito unico. Il potere legislativo è lasciato alle Cortes, assemblea non eletta (1942). Durante la seconda guerra mondiale, la Spagna, favorevole all'Asse, rimane in posizione di non belligeranza. Nel 1969 Franco sceglie Juan Carlos di Borbone come successore. Dopo la morte di Franco (1975), Juan Carlos I, che si oppone nel 1981 a un tentativo di colpo di Stato militare, avvia la democratizzazione del regime. Esso viene aiutato in questa impresa dal governo centrista di A. Suarez (1976-1981) e quindi da quello socialista di F. Gonzales (a partire dal 1982). Nel 1978 la nuova costituzione ristabilisce le istituzioni rappresentative e crea governi autonomi nelle diciassette regioni del paese. Nel 1982 la Spagna aderisce alla NATO e nel 1986 il paese conferma con un referendum la sua adesione a queste istituzioni ed entra nella CEE. Nel 1996 sconfiggendo il partito socialista operaio (PSOE) di F. Gonzales, il partito popolare (PP, destra), guidato da José Maria Aznár, vince le elezioni. Quattro anni dopo, nell'aprile del 2000, Aznar rivince, ottenendo la maggioranza assoluta contro il fronte delle sinistre unite. Dopo una recrudescenza del terrorismo basco, nell'agosto 2002 a Pamplona viene chiusa la sede nazionale del Batasuna, braccio politico dell'Eta.

Fonte: www.informagiovani-italia.com e  www.spagna.com


Ultimo aggiornamento ( 10 Ago, 2007 at 05:15 PM )
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