La Repubblica di Cuba

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Scritto da ivan   

La Repubblica di Cuba è un arcipelago dei Caraibi settentrionali, posto tra il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico e l'Oceano Atlantico. Verso nord si trovano gli Stati Uniti e Bahamas, ad ovest il Messico, a sud le Isole Cayman e la Giamaica, e a sud-est Haiti. L’isola era stata abitata da popolazioni amerindie note come Taino, Ciboney e Guanajatabey i cui antenati arrivarono dall'America meridionale diversi secoli prima

La Repubblica di Cuba è un arcipelago dei Caraibi settentrionali, posto tra il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico e l'Oceano Atlantico. Verso nord si trovano gli Stati Uniti e Bahamas, ad ovest il Messico, a sud le Isole Cayman e la Giamaica, e a sud-est Haiti.

Storia
L’isola era stata abitata da popolazioni amerindie note come Taino, Ciboney e Guanajatabey i cui antenati arrivarono dall'America meridionale diversi secoli prima. I Taino erano agricoltori e i Ciboney erano cacciatori-raccoglitori. Il nome Cuba deriva dalla parola Taino cubanacán, che significa un luogo centrale.

Il periodo coloniale
La prima documentazione storica su Cuba risale al 24 ottobre 1492 quando Colombo avvistò l’isola durante il suo primo viaggio di esplorazione e ne rivendicò il dominio a nome della Spagna. Sebastián de Ocampo elaborò una dettagliata mappa delle coste dell’isola nel 1511 e, sempre in quell’anno, Diego Velázquez de Cuéllar fondò il primo insediamento spagnolo a Baracoa. Altri villaggi, compresa L'Avana (sorta nel 1515), sorsero poco dopo.

Gli Spagnoli, così come fecero nel resto delle colonie americane, oppressero e schiavizzarono i circa 100.000 indigeni dell’isola, che nell’arco di un secolo vennero quasi tutti sterminati dalle malattie, dal lavoro forzato e dai genocidi. In seguito gli occupanti introdussero nell’isola schiavi africani i quali arrivarono presto a essere una larga parte degli abitanti. La gerarchia sociale imposta dai colonizzatori vedeva al suo vertice i funzionari governativi spagnoli, incaricati di mantenere l’ordine con le armi, venivano poi i creoli (bianchi nati in America) che erano grossi proprietari terrieri, i meticci che ricoprivamo i ruoli di artigiani e poi i neri e gli indios impiegati come schiavi nelle piantagioni.

L'indipendenza
A poco a poco cominciò a crearsi nella borghesia cubana l’insofferenza verso il governo spagnolo e il desiderio di una maggiore autonomia; si ebbero così alla fine del 1800 le cosiddette due guerre d’indipendenza che in effetti furono insurrezioni popolari armate. Nella seconda morì in combattimento l'intellettuale giornalista e poeta José Martì, considerato anche dai Castristi il "padre della patria". Il partito fondato da lui aveva un programma nazionalista, indipendentista, antimperialista con aspetti sociali e solidaristici. L'influenza delle idee di Martì su Castro sono generalmente riconosciute. Cuba deve la sua indipendenza agli Stati Uniti che, col pretesto dello scoppio con affondamento di un loro incrociatore ancorato nella baia dell'Avana, forse dovuto ad un incidente interno alla nave ma attribuito dai nordamericani agli spagnoli, dichiararono guerra alla Spagna nell'aprile del 1898. la guerra nel tempo di quattro mesi volse alla fine con la vittoria degli Stati Uniti, che nella pace di Parigi che ne seguì ottennero dalla Spagna a titolo di risarcimento le isole di Guam e Porto Rico e, dietro pagamento, le Filippine. Gli statunitensi che avevano occupato Cuba nel corso della guerra v'insediarono un governo di occupazione che, a seguito delle pressioni delle forze indipendentiste cubane e dell'opinione pubblica degli USA contraria all'occupazione, indissero elezioni per l'Assemblea Costituente che approvò la Costituzione della Repubblica Cubana nel 1901. Per abbandonare l'arcipelago gli statunitensi pretesero però ed ottennero che fosse inserito nella Costituzione l'"Emendamento Platt", così detto dal nome del senatore del Connecticut che l'aveva proposto, in base al quale il governo cubano doveva impegnarsi a mantenere in vigore le leggi emanate dal governo di occupazione, a iniziare piani di risanamento sanitario concordati con il governo statunitense, a non firmare trattati con altri stati che potessero mettere in pericolo l'indipendenza cubana o comportassero la cessioni o il controllo di territori della nazione, a non contrarre debiti senza che vi fosse la sicurezza di poterli rimborsare. L'emendamento prevedeva anche la possibilità per gli Stati Uniti d'intervenire presso il governo qualora ritenessero in pericolo l'indipendenza cubana o la garanzia del rispetto della vita, della proprietà e delle libertà individuali. Agli Stati Uniti furono inoltre concesse due basi navali: l'Isola dei Pini, oggi Isola della Gioventù, restituita a Cuba nel 1925, e un territorio di 11.000 ettari, divenuti poi 17.000, a Guantanamo, ancora oggi occupato dagli USA. L'indipendenza fu riconosciuta nel 1902 ma la drastica riduzione della sovranità nazionale derivante dall'emendamento Platt faceva in realtà di Cuba un protettorato degli Stati Uniti, provocando e giustificando il sentimento popolare antimperialista che era iniziato con l'occupazione nordamericana e che caratterizzerà poi per sempre la storia di Cuba. L'emendamento Platt giustificò i tre interventi armati degli USA a Cuba nel 1906, con l'insediamento di un nuovo governo di occupazione che durò fino al 1909, nel 1912 e nel 1917; giustificò anche le continue intromissioni nell'azione del governo cubano in campo economico, politico e sociale. Come primo presidente della Repubblica fu eletto Tomas Estrada Palma, uomo di fiducia degli Stati Uniti che fecero di tutto per favorirne l'elezione, sicché il suo competitore abbandonò il campo ed Estrada rimase unico candidato, quindi vincitore e nominato il 20 maggio 1902. Da questa data cessa l'occupazione militare statunitense. Estrada Palma favorì gli investitori nordamericani che in breve ebbero il controllo economico dell'isola. Il suo mandato fu anche caratterizzato dalla diffusione della corruzione dei pubblici ufficiali che dilagò in tutto il paese. Estrada Palma alla fine del mandato nel 1906 ricorse a tutti i mezzi, non esclusi anche quelli criminali, per ottenere un secondo mandato che ottenne nonostante l'opposizione popolare armata. Di fronte all'insurrezione Estrada chiamò in aiuto gli USA e si ebbe così la seconda occupazione dell'isola da parte dei nordamericani, che sciolsero le forze insorte e le milizie di Estrada, sospesero l'attività del Parlamento e nominarono un governatore (Charles E. Maggon), che ovviamente rafforzò gli investimenti nell'isola dei capitalisti degli Stati Uniti. Durante il suo governo ebbe una forte recrudescenza la corruzione dei pubblici ufficiali. L'intervento statunitense cessò il 28 gennaio 1909 con l'insediamento a Presidente della Repubblica del generale José Miguel Gomez, liberale, vincitore delle elezioni indette un anno prima. Nel suo quadriennio di mandato si distinse per la demagogia e per la sua fame di ricchezza. A lui successero nelle funzioni di presidente nel 1913 Mario Gloria Menocal per due mandati consecutivi dal 1913 al 1921 e Alfredo Zayas y Alfonso dal 1921 al 1925; personaggi di scarso spessore che in campo economico subirono l'ingerenza statunitense e in quello sociale ignorarono le richieste del movimento sindacale che si era notevolmente rafforzato fra i lavoratori. In particolare Zayas pensò soltanto al suo arricchimento, combinò affari fraudolenti approfittando della sua carica e giunse perfino a vincere "casualmente" per ben due volte il primo premio della Lotteria Nazionale. Nel 1924 fu eletto il generale Gerardo Machado y Morales, che assunse il potere nel maggio del 1925. Si era presentato alle elezioni con un programma demagogico e pieno di promesse, ma si distinse poi per la sua soggezione agli Stati Uniti e per la violenta repressione dei movimenti di protesta studenteschi e sindacali. Utilizzando corruzione e intimidazione riuscì ad ottenere la proroga del mandato e praticamente ad instaurare una dittatura alla quale si opposero studenti e lavoratori. Il malcontento generale per la violenza dell'azione repressiva del governo contro la protesta giovanile urbana ridusse la lotta politica a un succedersi di attentati ed atti di banditismo di cui non si prevedeva la fine. Questa situazione finì per preoccupare il governo degli Stati Uniti e il presidente Roosevelt invitò invano Machado a dimettersi. Risolsero il problema, che minacciava di concludersi con una nuova occupazione nordamericana, lo sciopero generale e lo schierarsi delle forze armate contro Machado: il dittatore infatti si dimise e si rifugiò all'estero il 12 agosto 1933. Il Congresso lo sostituì con Carlos Manuel de Cespedes, gradito agli statunitensi ma di scarse capacità politiche che non seppe frenare i movimenti di protesta che ormai avevano preso piede nel paese.

La dittatura di Batista
Anche nell'esercito si era manifestata l'insofferenza verso il potere, in particolare c'era un diffuso malcontento fra i soldati e i sottufficiali nei confronti dei superiori cosicché il 4 settembre 1933 ci fu la sollevazione, che venne chiamata la "rivoluzione dei sergenti". Furono cacciati dal comando i capi e gli ufficiali il cui posto venne assunto dai sottufficiali. Capo degli insorti era il sergente maggiore Pablo Rodriguez, ma approfittò della situazione il sergente Fulgencio Batista che assunse la direzione del movimento insurrezionale delegittimando Rodriguez. Batista si fece poi nominare colonnello e divenne capo di stato maggiore dell'esercito. Intanto i movimenti operai, studenteschi e i partiti di sinistra appoggiarono il golpe militare, venne deposto il presidente de Cespedes e sostituito con Ramon Grau San Martin che assunse il potere il 10 settembre e il suo governo prese misure in favore dei lavoratori, intervenne direttamente contro il monopolio nordamericano che controllava la distribuzione di elettricità e gas, condonò il 50% delle tasse non pagate alla scadenza e prese diverse misure di carattere sociale e giuridico. In politica il governo assunse misure antimperialiste. Gli statunitensi allarmati e sollecitati dalle classi tradizionalmente di potere cercarono di porre rimedio e favorirono il golpe militare di Fulgencio Batista che il 15 gennaio 1934 abbatté il governo di Grau. Da dominatore della politica cubana fino al 1944, mediante presidenti di poca consistenza da lui condizionati o in forma diretta, con provvedimenti demagogici Batista guadagnò il favore delle classi popolari ed anche dei comunisti che l'appoggiarono nelle elezioni del 1940. Nel 1944 volendo darsi un'immagine di democratico indisse le elezioni presidenziali pur non potendovi partecipare perché la costituzione proibiva un terzo mandato presidenziale. Fu eletto Grau che già era stato presidente e governò dal 1944 al 1948 e dopo di lui Pio Socrates. Si caratterizzarono entrambi per governi violenti e corrotti. Alle elezioni del 1952 si prospettava la vittoria di un candidato sgradito a Batista, che, con l’appoggio delle grandi compagnie dello zucchero e di Washington, prese il controllo dell’isola con un colpo di stato. Gli Stati Uniti riconobbero subito il suo governo. Con la garanzia del suo arricchimento personale svendette il 90% delle miniere di nichel e delle proprietà terriere, l’80% dei servizi pubblici, il 50% delle ferrovie a ditte americane, Cuba divenne la capitale del gioco d’azzardo e della prostituzione, ospitando anche esponenti della mafia americana che si impadronirono di alberghi, case da gioco e di prostituzione, sfruttando il turismo statunitense.

La rivoluzione del 1956 e il governo rivoluzionario
Dopo un tentativo di insurrezione fallito, l'assalto alla caserma "Moncada" di Santiago de Cuba del 26 luglio 1953, e un periodo di reclusione, l'avvocato Fidel Castro Ruz si trasferì in esilio in Messico nel 1955. Ebbe qui possibilità di riorganizzare la lotta contro la dittatura con nuovi volontari, tra cui il medico argentino Ernesto Guevara De La Serna. Il tentativo iniziò a concretizzarsi con l'organizzazione di un spedizione di 82 persone a bordo della piccola barca "Granma" (un 12 metri). Sbarcati a Cuba, i ribelli affrontarono l'esercito,tra cui c'era Marcos Isepion,il celebre scrittore. Affrontarono anche le prime perdite ed un periodo iniziale di lotta sui monti della Sierra Maestra, nel sud dell'isola; qui cercarono ed ottennero il consenso tra la popolazione, anche con le trasmissioni clandestine della "Radio Rebelde". Questo garantì loro la protezione sul territorio e permise la costituzione di un piccolo esercito popolare che affrontò quello nazionale attraversando tutta l'isola, fino alla decisiva battaglia di Santa Clara, il 30 dicembre del 1958. La notte di capodanno del 1959 Batista si dette alla fuga portando con sè oro, argento e denaro delle riserve nazionali. Il 1 gennaio 1959 le colonne ribelli si diressero alla capitale senza incontrare alcuna resistenza; Fidel Castro entrò a L'Avana l'8 gennaio insieme agli altri comandanti (barbudos). Le relazioni diplomatiche fra la Cuba di Castro e gli Stati Uniti furono da sempre molto conflittuali e il 25 aprile 1961 John Kennedy decretò l’embargo totale a Cuba. Castro proclamò subito la rivoluzione sociale nazionale, iniziò un vasto programma di nazionalizzazione e si occupò subito della riforma agraria: i terreni di grande e media estensione in mano ai latifondisti vengono nazionalizzati, le piccole aziende furono riunite in cooperative. In quanto all’industria questa venne nazionalizzata e in questo modo le imprese statunitensi vennero private della proprietà delle raffinerie di zucchero. Gli USA si trovavano con un paese a modello socialista a poca distanza dalle loro coste, nel 1961 il presidente Kennedy appoggiò uno sbarco armato degli esuli cubani sulle coste cubane della Baia dei Porci per cercare di organizzare la controrivoluzione sull’isola, tentativo che però fallì, provocando l'avvicinamento politico dell’isola all’URSS. Nel 1962, in seguito all'installazione di missili a testata nucleare puntati contro Mosca da parte degli Stati Uniti sul territorio turco, l'Unione Sovietica rispose con l'istallazione di missili sul territorio cubano, Kennedy replicò col blocco navale nell'Atlantico a Cuba per impedire l'installazione di nuovi missili e annunziò di aver dato ordine d'ispezionare qualsiasi nave si fosse diretta verso Cuba. Ci fu pertanto un rischio molto alto di uno scontro diretto fra le due grandi potenze, che svanì quando Mosca richiamò le sue navi che portavano i missili verso Cuba e promise di smantellare le armi nucleari sul suolo cubano mentre Washington promise di fare altrettanto per i missili installati in Turchia e di non aggredire più Cuba. L'economia cubana fu interamente condizionata dall'Unione sovietica che comprava a prezzo inferiore a quello di mercato lo zucchero di canna cubano e concedeva prestiti. Il crollo degli stati del Patto di Varsavia provocò dopo poco tempo la riduzione e la fine degli aiuti di Mosca all’isola; nel contempo l’embargo americano ha continuato a provocare grandi problemi all’economia dell’isola. Gli sviluppi politici di Cuba sono rimasti oggetto di dibattute opinioni. È quasi unanime, anche da parte dei detrattori, l'ammissione dei notevoli progressi conseguiti nel campo sanitario e dell'alfabetizzazione rispetto al passato e anche rispetto all'area caribica e a quella latino-americana, ma d'altra parte molti sottolineano come appaiano assenti o perlomeno molto ridotte le libertà di stampa e di espressione, tanto da far considerare da questi lo stato cubano come repressivo e dittatoriale.[1]

Ordinamento politico
La Repubblica di Cuba è, come sancito dalla Costituzione cubana[2] del 24 febbraio 1976 uno "Stato socialista di lavoratori", indipendente e sovrano, laico, organizzato come repubblica unitaria e democratica (Art. 1), in cui il potere è esercitato dal popolo mediante le Assemblee del Poder Popular (art. 3)

L'Assemblea Nazionale del Poder Popular (volendo cercare un'equivalenza con l'ordinamento costituzionale italiano, si potrebbe parlare di Parlamento) è l'organismo supremo del potere dello Stato ed è l'unico organismo che abbia potestà costituente e legislativa. É eletta con voto diretto e "segreto" dai cittadini su un'unica lista di candidati con l'unica alternativa di esprimere il sì o il no, per un periodo di 5 anni (artt. 69-72). Si riunisce ogni anno in due periodi di sessioni ordinarie e in sessione straordinaria qualora lo richiedano la terza parte dei suoi membri o venga convocata dal Consiglio di Stato (art. 78).

Esistono anche Assemblee Provinciali (elette ogni 5 anni) e Municipali (elette ogni 2,5 anni) del Poder Popular (equivalenti ai Consigli regionali e comunali italiani).

Gli elettori di una circoscrizione hanno la facoltà di revocare in qualsiasi momento il mandato al Deputato o al Delegato. Secondo l'associazione Freedom House, il regime politico cubano è comunque da ritenersi una dittatura a tutti gli effetti.

Il Partito Comunista Cubano, "martiano e marxista-leninista, avanguardia organizzata della nazione cubana", la più alta forza dirigente della società e dello Stato (art. 5), non propone candidati, né tanto meno partecipa alle elezioni non essendoci competizione con altri partiti.

L'Assemblea Nazionale del Poder Popular elegge a sua volta il Consiglio di Stato, il Consiglio dei Ministri e il Presidente del Consiglio di Stato, che è capo dello Stato e capo del Governo (art. 74). (Nella realtà Castro è anche Primo segretario del Partito Comunista). Infine l'Assemblea Nazionale elegge i componenti del Tribunale Popolare Supremo, massima istanza del potere giudiziario.

Geografia
Cuba non è, come molti pensano, solamente un’isola ma anche un arcipelago che comprende quasi 4200 isole e isolette dette cayos che circondano l’isola principale. È situata nella parte settentrionale del vasto arcipelago dei Caraibi ed è la sua isola più grande. A nord si trovano gli Stati Uniti, separati da Cuba dallo Stretto di Florida largo solo 180 Km e l’Oceano Atlantico Settentrionale. A ovest si trova il Canale dello Yucatán che la separa dal continente centro-americano, a sud il Mar dei Caraibi e ad est il canale Sopravento che la separa da Haiti. La Repubblica occupa l'intera isola, e le varie isolette circostanti, come la Isla de la Juventud, con l'eccezione della Baia di Guantanamo, una base navale che è stata data in prestito agli Stati Uniti fin dal 1903. Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, con colline e montagne, che si ergono per la maggior parte nella zona sud-orientale. Nella zona occidentale, corrispondente alla provincia di Pinar del Rio, si estende una cordigliera che si allunga parallela alla costa per 180 Km. Qui il paesaggio è caratterizzato dai mogotes, scoscese formazioni calcaree a pan di zucchero, ricoperte di vegetazione. Tutta la costa meridionale è sormontata dalla catena più elevata dell’isola, la Sierra Maestra, che incombe scoscesa sul litorale. La montagna più alta è il Pico Real del Turquino, 2005 m. L’isola è lunga 1250 Km circa, mentre la larghezza è estremamente contenuta, nel suo punto massimo, nella provincia di Camagüey è di 120 Km ma soltanto di 31 nella provincia de L’Avana. Il notevole sviluppo costiero, di oltre 3500 Km, offre un ampia varietà di paesaggi marini, dalla costiera rocciosa bassa ed allungata, a quella alta e con dirupi ma soprattutto una smisurata distesa di spiagge di sabbia corallina a volte granulosa ma a volte anche finissima ed impalpabile. La barriera corallina, che si estende all’esterno dell’arcipelago di Camagüey, è, con i suoi 400 Km di estensione, la seconda del mondo per importanza dopo quella australiana. Nello sviluppo della costa si trovano profonde ad ampie insenature che costituiscono bacini portuali naturali di eccezionale valore e bellezza, sedi dei porti commerciali storici di Cuba come L'Avana, Santiago di Cuba e Cienfuegos. La forma allungata dell’isola, la sua disposizione sull’asse est-ovest e la modesta differenza di latitudine fra le sue estremità, rendono l’isola uniforme dal punto di vista climatico, caratterizzato dal soffio costante degli Alisei che provengono dall’Oceano Atlantico. Il clima tropicale viene diviso in due stagioni, secco nel periodo invernale, da novembre ad aprile e umido da maggio a ottobre. Le temperature sono comprese tra 20 e 30 gradi e le precipitazioni sono abbondanti e di forte intensità nel periodo estivo. La temperatura dall’acqua del mare, anche per la presenza della vicina corrente del Golfo, oscilla tra i 26 gradi d’inverno e i 28-30 del periodo estivo. Durante la stagione umida, in particolare fra settembre ed ottobre, si possono verificare gli uragani, sistemi depressionari molto profondi, di estensione variabile tra i 150 e i 600 Km di diametro, che riescono a sviluppare venti di straordinaria intensità (fino a 300 Km l’ora) e piogge torrenziali inondanti, che causano gravi problemi alla popolazione cubana.

Demografia
Cuba è una società multietnica, con una popolazione sia di origine mista (mulatti) che più specificamente spagnola e africana. È presente anche una piccola comunità di cinesi, inoltre a Cuba risiedono numerosi studenti provenienti dal Sahara Occidentale e da altri paesi africani. La più diffusa religione organizzata è la Chiesa Cattolica Romana (80%). Religioni Afro-Cubane (Santeria), una miscela di religioni native africane e cattolicesimo romano, sono ampiamente praticate (20%). Ufficialmente, Cuba è stato uno stato ateo per gran parte dell'era Castrista, ma le restrizioni religiose sono state allentate fin dal 1991 e lo stato secolarizzato. Esistono anche piccole comunità protestanti, ebraiche ed ortodosse.

Flora e Fauna
La flora cubana è estremamente varia e suggestiva e conta oltre 8000 specie. La foresta pluviale è concentrata in alcuni tratti delle zone montagnose. Le pianure e le alture di modesta elevazione, furono deforestate fin dai primi secoli della conquista spagnola per utilizzarne il prezioso legname, soprattutto mogano e tek, principalmente per la costruzione di navi. Oggi al loro posto, si estendono decine di migliaia di chilometri quadrati di colture, principalmente canna da zucchero ma anche tabacco, agrumi, mais, caffè e l’agave, utilizzata per la fabbricazione di cordami. Il dolce paesaggio cubano è fortemente caratterizzato dalla presenza della palma reale, che svetta in piccoli e grandi gruppi o anche solitaria, in ogni angolo del paese; se ne contano oltre 70 milioni di esemplari. La palma reale è inserita nell’emblema nazionale di Cuba che ne rappresenta la repubblica. Con le sue foglie, particolarmente resistenti, si fabbricano da secoli i tetti delle case di campagna, cesti e cordami. Il fiore nazionale di Cuba è la mariposa, che in spagnolo significa farfalla, chiamata così perché colorata e con la forma simile a quella della farfalla. A Cuba, la coltura dominante è sicuramente la canna da zucchero. La coltivazione della canna e la sua industria hanno goduto negli ultimi anni di una grande modernizzazione, fra cui nuovi macchinari e fertilizzanti, aumentando così notevolmente il numero del raccolto, stimato intorno ai sette milioni di tonnellate l’anno. Un’altra produzione molto importante è quella del tabacco; non tanto per il ricavo ottenuto ma per il suo prestigio ormai affermato in tutto il mondo. La fauna cubana è molto simile a quella di altre isole delle Antille, è varia ed abbondante ed è priva di specie velenose, sia fra gli insetti che fra i rettili ed i pesci. L’iguana, mostruosa ma innocua, è presente in molte zone dell’isola, dove si possono vedere passeggiare della colonie in libertà. Nelle zone paludose sono presenti il coccodrillo ed il caimano, che possono raggiungere i 3 metri di lunghezza. Essendo specie a rischio di estinzione, il governo cubano ha costituito delle aree di protezione per questi grandi rettili. Le coste pullulano di uccelli marini, tra cui spiccano svariate specie di sterne, cormorani e pellicani. Famoso è il tocororo, una sorta di pappagallo che, con il suo elegante piumaggio bianco, rosso ed azzurro, riproduce i colori della bandiera nazionale. Le acque cubane, in particolare vicino alla barriera corallina, offrono uno straordinario spettacolo di pesci multicolori, i varie dimensioni come i pesci pappagallo, i pesci pagliaccio e i pesci angelo. Questo meraviglioso spettacolo è meta di decine di migliaia di turisti subacquei di tutto il mondo.

Turismo
Il turismo a Cuba si sta sviluppando a passi da gigante, diventando una delle voci più importanti dell'economia dell'isola, stretta dalla morsa del blocco commerciale imposto dagli U.S.A. Oltre al turismo ufficiale dei grandi alberghi gestiti dallo stato insieme ad investitori privati, prende campo a Cuba il "turismo fai da te", grazie alle cosiddette "case Particular" letteralmente "Case private" che permettono ai turisti più avventurosi di pernottare presso famiglie cubane a prezzi molto convenienti. In queste case, oltre alla prima colazione, si possono assaggiare specialità locali sia a pranzo sia a cena. Qui si vive in pieno lo spirito di accoglienza dei Cubani. Per telefonare da Cuba al proprio paese è molto opportuno usare una scheda (tarjeta) prepagata. Questo permette di conoscere subito la propria spesa.

 

Fonte: (www.wikipedia.org)
D.A.

 

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