LA SPESA PUBBLICA E-mail
Contributi di Rosaria   

Sono spese pubbliche tutte le uscite di pubblico denaro finalizzate al perseguimento di fini pubblici, indipendentemente dalla natura (pubblica o privata) dell’obbligazione che ne è titolo.

Le spese possono variamente classificarsi in:


   1. spese correnti (riferite al funzionamento dei pubblici servizi) e spese in conto capitale (riferite ad investimenti a fini produttivistici);

   2. spese fisse [derivanti da leggi organiche o impegni permanenti] e spese variabili (senza fissa scadenza);

   3. spese obbligatorie (indicate nell’elenco allegato allo stato di previsione del Ministero del Tesoro) in quanto semplicemente previste da norme positive, e perciò sottratte a qualsiasi potere discrezionale dell’Esecutivo;

   4. spese d’ordine (relative all’accertamento e alla riscossione delle entrate, ad es. l'aggio esattoriale, la cui copertura è assicurata automaticamente in quanto si tratta di spese direttamente connesse all’andamento delle entrate);

   5. spese ripartite (da eseguirsi frazionatamente in più esercizi successivi, e riferite ad opere la cui realizzazione è frazionata nel tempo);

   6. spese a pagamento differito (limiti di impegno per l’edilizia economica e popolare, contributi per l’edilizia scolastica e per opere di competenza degli enti locali) e limiti d’impegno (oneri pluriennali statali per la realizzazione attuale di opere pubbliche o private);

   7. spese impreviste [necessarie e imprevedibili, cui si provvede attraverso il prelievo da un fondo speciale, non essendo iscritte in bilancio proprio perché imprevedibili).


La spesa pubblica è costituita dall'insieme di risorse impiegate dalla pubblica amministrazione per il conseguimento dei suoi obiettivi ed è quindi lo strumento fondamentale per l'attuazione di qualsiasi attività del settore pubblico.

L'ammontare complessivo della spesa pubblica permette di valutare le dimensioni del settore pubblico e l'ampiezza dei suoi interventi nel sistema economico nazionale.

Particolare rilievo assume il rapporto tra la spesa e il PIL in quanto indica in quale misura le risorse della nazione vengono sottratte alla disponibilità dei privati e destinate ad impieghi pubblici.

La spesa pubblica, in termini assoluti ed in rapporto al PIL, tende lentamente ad aumentare dalla metà del Novecento.

Le cause dell'incremento sono riconducibili a:

- processo di industrializzazione, sviluppo economico e tecnologico

- le funzioni istituzionali dello Stato, ad esempio l'esercito, richiedono mezzi sempre più sofisticati

- la crescita dell'economia presuppone elevati investimenti pubblici per adeguare le infrastrutture alle esigenze di una società in rapido sviluppo

- il sorgere di nuovi bisogni collettivi (es: parcheggi)

- l'esigenza di servizi pubblici efficienti e tecnologicamente più avanzati (es: posta celere)

- politiche di intervento economico e sociale

- l'intervento dello stato a favore delle categorie economicamente più deboli (erogazione di sussidi o prestazione di servizi gratuiti)

- l'azione dei sindacati e dei partiti di massa

- la diffusione delle teorie economiche keynesiane che  ha comportato l'uso della spesa pubblica come mezzo per combattere la disoccupazione.


L'incremento della spesa pubblica comporta lo spostamento di risorse dal settore privato a quello pubblico.

Questo spostamento produce effetti su tutte le variabili del sistema economico. Secondo la teoria keynesiana lo Stato può incentivare l'economia  aumentando l' entità della spesa pubblica, dando ad esempio inizio alla costruzione di opere pubbliche; questo comporterà l'aumento del reddito nazionale e,di conseguenza la domanda globale.


Fonti: Wikipedia, "Economia e finanza pubblica" di Vinci Orlando-Tramontana, Studenti.it

Ultimo aggiornamento ( 29 Ott, 2008 at 03:58 PM )
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