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Scritto da Rosaria
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I subprime, o "B-Paper", "near-prime" o "second chance" sono quei prestiti che vengono concessi ad un soggetto che non può accedere ai tassi di interesse di mercato, in quanto ha avuto problemi pregressi nella sua storia di debitore. I prestiti subprime sono rischiosi sia per i creditori sia per i debitori, vista la pericolosa combinazione di alti tassi di interesse, cattiva storia creditizia e situazioni finanziarie poco chiare, associate a coloro che hanno accesso a questo tipo di credito.
La tipologia subprime comprende un'ampia varietà di strumenti di credito, quali i mutui subprime, i prestiti d'auto subprime, le carte di credito subprime.
Un mutuo subprime è, per definizione, un mutuo concesso ad un soggetto che non poteva avere accesso ad un tasso più favorevole nel mercato del credito. I debitori subprime hanno tipicamente un basso punteggio di credito e storie creditizie fatte di inadempienze, pignoramenti fallimenti e ritardi. Poiché i debitori subprime vengono considerati ad alto rischio di insolvenza, i prestiti subprime hanno tipicamente condizioni meno favorevoli delle altre tipologie di credito. Queste condizioni includono tassi di interesse, parcelle e premi più elevati.
Coloro che proponevano i mutui subprime negli Stati Uniti hanno sottolineato il ruolo che questa tipologia creditizia ha nell'estendere l'accesso al mercato del credito a consumatori che non l'avrebbero altrimenti. Eppure gli oppositori hanno criticato l'industria del credito subprime per aver messo in atto pratiche predatorie, come l'aver accettato clienti che non avevano chiaramente le risorse per soddisfare i termini dei contratti. Queste critiche sono aumentate esponenzialmente a partire dal 2006, in risposta alla crescente crisi dell'industria statunitense dei mutui ipotecari subprime: centinaia di migliaia di debitori sono stati costretti all'insolvenza e per molte compagnie prestatrici è stata presentata istanza di bancarotta.
Attualmente la crisi coinvolge direttamente solo due settori: quello immobiliare e quello bancario/finanziario, inoltre è confinata ai soli Stati Uniti (almeno per quanto riguarda il settore immobiliare). In queste settimane non ci sono stati segnali o dati macroeconomici che facciano supporre ad un allargamento della crisi ad altri settori o aree geografiche. Gli effetti più allarmanti sono forse legati alla crisi di liquidità del sistema bancario fronteggiata giornalmente dalle Banche Centrali con una continua iniezione di denaro. Questi interventi tuttavia sono da considerarsi prevalentemente "tecnici", volti cioè a fronteggiare una situazione che si ritiene temporanea; se così non fosse le Banche Centrali avrebbero già iniziato a modificare le aspettative sui tassi di interesse (cosa che invece almeno per il momento non sta accadendo).
Se gli effetti di "contagio" di questa crisi verso altri settori e aree geografiche resterà contenuta, è probabile che la correzione che stanno attraversando i mercati finanziari possa rientrare velocemente, probabilmente entro la fine dell'anno. Perché ciò accada, è necessario però che le economie emergenti, l'Europa e il Giappone continuino a crescere in maniera simile al recente passato.
Fonti: Wikipedia,Finanza Utile |