Come diventare psicologo E-mail
Contributi di Renato   

Lo Psicologo svolge attività di prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno psicologico, rivolte alle persone, ai gruppi, agli organismi sociali e alle comunità.

L’azione dello Psicologo riguarda lo studio del comportamento umano, la comprensione e l’interpretazione dei processi mentali ed affettivi che lo determinano. Le sue attività comprendono:
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la diagnosi e la cura dei disturbi psicologici
a realizzazione di interventi, volti a promuovere il pieno sviluppo delle potenzialità di crescita personale, di inserimento e di partecipazione sociale
lo studio e l’indagine sperimentale sugli aspetti sociali del comportamento
l’applicazione di strumenti psicologici di analisi per la soluzione di problemi della vita quotidiana
l’utilizzo di questi strumenti per sviluppare e recuperare funzionalità cognitive, pratiche, emotive e relazionali
l’utilizzo di metodiche psicologiche per l’orientamento scolastico e professionale, nonché per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane. In sintesi lo Psicologo opera nella consulenza e nel sostegno e collabora a programmi di prevenzione, recupero e riabilitazione, in collaborazione con altre figure, come lo Psichiatra, l’Educatore professionale (Scheda 7), ecc.
Competenze
Questa figura deve avere conoscenze dei fondamenti neurobiologici dell’attività mentale, dei principi generali della psicologia, di psicologia dello sviluppo, di psicologia sociale e dinamica e deve essere in grado di identificare gli aspetti disfunzionali dell’attività psichica in ambito cognitivo ed emotivo. Deve avere inoltre la capacità di valutare il disagio psichico a livello relazionale e deve saper utilizzare gli strumenti del colloquio, delle interviste, dei test ed altri strumenti di analisi. Lo Psicologo è poi in grado di raccogliere ed elaborare i dati ai fini della ricerca. Lo Psicologo conosce almeno l’inglese per l’aggiornamento professionale e sa utilizzare gli strumenti informatici; conosce inoltre le norme che regolano l’organizzazione della sanità e quelle sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In questa professione è determinante sapersi relazionare con i soggetti disagiati e i loro familiari, comprendere le diverse situazioni, agire con responsabilità, sensibilità e saper lavorare in gruppo.


Formazione
In questa professione è necessaria la laurea triennale in Scienze Psicologiche. La formazione prevede vari indirizzi: clinico, cognitivo, dello sviluppo e così via. In seguito è possibile iscriversi ai Master di I livello e alla laurea biennale specialistica in Psicologia. La laurea specialistica consente di accedere ai corsi di dottorato di ricerca della durata di 3 o 4 anni, ai corsi delle scuole di specializzazione della durata di 4 anni e ai Master di II livello della durata di 1 anno. Per essere abilitati alla professione è necessario aver superato l’esame di Stato, la cui ammissione è subordinata al completamento dell’attività di tirocinio, della durata di sei mesi nella laurea triennale e di un anno nella laurea specialistica. Il superamento dell’esame di Stato consente l’iscrizione all’Albo degli Psicologi che si articola in due sezioni: (A) con qualifica di Psicologo, se si è in possesso della laurea specialistica, (B) con qualifica di Psicologo junior, se si ha soltanto la laurea triennale.


Carriera
I passaggi di carriera nel Servizio Sanitario Nazionale avvengono per concorso e le prospettive riguardano i profili dirigenziali.


Situazione di Lavoro
Le forme più diffuse di attività sono il lavoro autonomo in uno studio privato e la collaborazione come consulente. Come dipendente, lo Psicologo può operare nel SSN, che comprende le strutture di psichiatria, i servizi materno-infantili, i servizi di igiene mentale, i SERT per le tossicodipendenze, oppure in strutture socio-sanitarie private. Questa figura può lavorare anche in altri ambiti:

come psicologo del lavoro, occupandosi di marketing, di formazione e di selezione del personale
nello sport
nel settore ambientale
nelle emergenze, in concomitanza ad esempio di catastrofi naturali.
All’interno del SSN lo Psicologo è inquadrato al II livello dirigenziale, con un rapporto di lavoro che può essere esclusivo o non esclusivo: entro il 30 novembre di ogni anno è possibile optare per il passaggio da una modalità all’altra. Lo stipendio di uno Psicologo del SSN è di circa 40 mila euro lordi annui, a cui vanno aggiunte indennità varie, anche consistenti. Come libero professionista, il compenso varia in base alla quantità di lavoro svolto e all’ambito di attività. Uno Psicologo clinico, ad esempio, può guadagnare dai 60 ai 100 mila euro lordi annui, dai quali vanno però sottratti i costi per l’esercizio della professione.


Tendenze Occupazionali
Gli Psicologi iscritti all’Ordine sono quasi 33 mila e circa 6 mila operano nel SSN. Negli ultimi anni, per varie ragioni, le prospettive occupazionali sono peggiorate. Le opportunità sono invece buone nella psicologia del lavoro, soprattutto nel settore della formazione. La professione è caratterizzata da un’elevata presenza femminile, che si prevede rimarrà costante nel medio periodo.

 

la diagnosi e la cura dei disturbi psicologici
a realizzazione di interventi, volti a promuovere il pieno sviluppo delle potenzialità di crescita personale, di inserimento e di partecipazione sociale
lo studio e l’indagine sperimentale sugli aspetti sociali del comportamento
l’applicazione di strumenti psicologici di analisi per la soluzione di problemi della vita quotidiana
l’utilizzo di questi strumenti per sviluppare e recuperare funzionalità cognitive, pratiche, emotive e relazionali
l’utilizzo di metodiche psicologiche per l’orientamento scolastico e professionale, nonché per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane. In sintesi lo Psicologo opera nella consulenza e nel sostegno e collabora a programmi di prevenzione, recupero e riabilitazione, in collaborazione con altre figure, come lo Psichiatra, l’Educatore professionale (Scheda 7), ecc.
Competenze
Questa figura deve avere conoscenze dei fondamenti neurobiologici dell’attività mentale, dei principi generali della psicologia, di psicologia dello sviluppo, di psicologia sociale e dinamica e deve essere in grado di identificare gli aspetti disfunzionali dell’attività psichica in ambito cognitivo ed emotivo. Deve avere inoltre la capacità di valutare il disagio psichico a livello relazionale e deve saper utilizzare gli strumenti del colloquio, delle interviste, dei test ed altri strumenti di analisi. Lo Psicologo è poi in grado di raccogliere ed elaborare i dati ai fini della ricerca. Lo Psicologo conosce almeno l’inglese per l’aggiornamento professionale e sa utilizzare gli strumenti informatici; conosce inoltre le norme che regolano l’organizzazione della sanità e quelle sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In questa professione è determinante sapersi relazionare con i soggetti disagiati e i loro familiari, comprendere le diverse situazioni, agire con responsabilità, sensibilità e saper lavorare in gruppo.


Formazione
In questa professione è necessaria la laurea triennale in Scienze Psicologiche. La formazione prevede vari indirizzi: clinico, cognitivo, dello sviluppo e così via. In seguito è possibile iscriversi ai Master di I livello e alla laurea biennale specialistica in Psicologia. La laurea specialistica consente di accedere ai corsi di dottorato di ricerca della durata di 3 o 4 anni, ai corsi delle scuole di specializzazione della durata di 4 anni e ai Master di II livello della durata di 1 anno. Per essere abilitati alla professione è necessario aver superato l’esame di Stato, la cui ammissione è subordinata al completamento dell’attività di tirocinio, della durata di sei mesi nella laurea triennale e di un anno nella laurea specialistica. Il superamento dell’esame di Stato consente l’iscrizione all’Albo degli Psicologi che si articola in due sezioni: (A) con qualifica di Psicologo, se si è in possesso della laurea specialistica, (B) con qualifica di Psicologo junior, se si ha soltanto la laurea triennale.


Carriera
I passaggi di carriera nel Servizio Sanitario Nazionale avvengono per concorso e le prospettive riguardano i profili dirigenziali.


Situazione di Lavoro
Le forme più diffuse di attività sono il lavoro autonomo in uno studio privato e la collaborazione come consulente. Come dipendente, lo Psicologo può operare nel SSN, che comprende le strutture di psichiatria, i servizi materno-infantili, i servizi di igiene mentale, i SERT per le tossicodipendenze, oppure in strutture socio-sanitarie private. Questa figura può lavorare anche in altri ambiti:

come psicologo del lavoro, occupandosi di marketing, di formazione e di selezione del personale
nello sport
nel settore ambientale
nelle emergenze, in concomitanza ad esempio di catastrofi naturali.
All’interno del SSN lo Psicologo è inquadrato al II livello dirigenziale, con un rapporto di lavoro che può essere esclusivo o non esclusivo: entro il 30 novembre di ogni anno è possibile optare per il passaggio da una modalità all’altra. Lo stipendio di uno Psicologo del SSN è di circa 40 mila euro lordi annui, a cui vanno aggiunte indennità varie, anche consistenti. Come libero professionista, il compenso varia in base alla quantità di lavoro svolto e all’ambito di attività. Uno Psicologo clinico, ad esempio, può guadagnare dai 60 ai 100 mila euro lordi annui, dai quali vanno però sottratti i costi per l’esercizio della professione.


Tendenze Occupazionali
Gli Psicologi iscritti all’Ordine sono quasi 33 mila e circa 6 mila operano nel SSN. Negli ultimi anni, per varie ragioni, le prospettive occupazionali sono peggiorate. Le opportunità sono invece buone nella psicologia del lavoro, soprattutto nel settore della formazione. La professione è caratterizzata da un’elevata presenza femminile, che si prevede rimarrà costante nel medio periodo.

Fonte: orientonline.isfol.it

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