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Il call center manager E-mail
Contributi di Renato   

 

Il Call center manager è il Direttore operativo responsabile dell’attività di un call center. Tra i suoi compiti c’è quello di scegliere e coordinare lo staff di persone da utilizzare e di decidere quanti numeri telefonici attivare e le risorse da impiegare per ogni attività.

La scheda è stata anche inserita nell’opuscolo della ‘New Economy’, in quanto figura trasversale alle due aree occupazionali.

Nei mercati evoluti la competizione fa sì che i prodotti, migliorando, si somiglino sempre di più. Questa somiglianza, se da un lato garantisce i consumatori - offrendo tutti prodotti di un buon livello qualitativo - dall’altro, rende difficile la scelta da parte del cliente che fatica a cogliere le differenze, spesso inesistenti, fra prodotti di fatto identici. Le strategie attuate dalle aziende per risolvere questo problema cercano, in tutti i modi, di distinguere i propri prodotti da quelli concorrenti. Fra i tanti sistemi utilizzati si è affermato, negli ultimi anni, quello di potenziare l’assistenza post-vendita. È in questo quadro che sono sorti, innumerevoli, i call center: un servizio di qualità per la “gestione del rapporto con il cliente” costituisce infatti un valore in più per i consumatori. In questo modo, emerge la capacità dell’azienda di identificarsi con i desideri del cliente, riuscendone a prevedere, interpretare e soddisfare le esigenze.

L’affermarsi dei call center fa parte di un processo, sostenuto da specifiche innovazioni tecnologiche, sostanzialmente orientato non solo all’assimilazione di nuovi clienti, quanto alla fidelizzazione di quelli già acquisiti. È infatti appurato che riuscire a conservare un cliente risulta spesso meno dispendioso che acquisirne uno nuovo. Sollecitare pareri e suggerimenti da parte del consumatore, dare l’impressione che l’apporto da lui fornito sia tenuto in forte considerazione, risultano strumenti utili all’azienda per migliorarsi di continuo. Se il cliente si sente al centro dell’attenzione, sarà portato a diffondere il messaggio positivo inerente a quel bene e al servizio ad esso legato, senza dimenticare che la migliore pubblicità per un’azienda resta sempre quella del passaparola tra clienti.

Per quel che concerne il Call center manager, siamo di fronte ad un Direttore operativo, che ha il compito di gestire le diverse attività e di coordinare le varie figure coinvolte: dal Responsabile delle tecnologie al Team leader, sino agli Operatori, i veri intermediari tra l’azienda e l’esterno (vedi anche l’opuscolo Telecomunicazioni’ - Scheda 2). Tra le mansioni di questa figura c’è quella di analizzare e coordinare i progetti che vengono ideati per il servizio. Per realizzare ciò, il Call center manager deve definire le strategie, che vanno valutate di volta in volta in base all’orientamento dell’azienda.

Ultimo aggiornamento ( 25 Giu, 2009 at 06:12 PM )
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Il responsabile della comunicazione E-mail
Contributi di Renato   

 

Il Responsabile della comunicazione si adopera per promuovere e diffondere l’identità dell’impresa attraverso i mezzi d’informazione e la pubblicità.

Nelle aziende di grandi dimensioni, questa figura professionale organizza tecnicamente il settore della comunicazione, rendendo operative le strategie pianificate in origine dai vertici aziendali. Nelle aziende medie ed in quelle piccole, pur svolgendosi una continua attività di comunicazione con l’esterno, raramente è prevista la figura specifica del Responsabile della comunicazione: in questi casi il ruolo potrà essere svolto dal Responsabile del marketing o, direttamente, dall’Amministratore Delegato, che può essere coadiuvato dalla consulenza di un esperto di relazioni pubbliche.

Il Responsabile della comunicazione coordina uno staff specializzato, valuta i tempi, le modalità ed i contenuti dei messaggi da comunicare.

Questa figura orienta la comunicazione all’interno di tre diverse aree:

area ‘Media’;

area pubblicoistituzionale;

area utenti-consumatori.

Per la prima, il Responsabile dovrà scegliere i canali d’informazione più idonei a trasmettere le notizie che l’azienda vuole diffondere. Per la seconda, questa figura dovrà stabilire e consolidare i rapporti con le istituzioni pubbliche e gli enti locali: associazioni imprenditoriali, uffici amministrativi, autorità competenti. Per quanto riguarda l’ultima area - quella della comunicazione con gli utenti-consumatori – il Responsabile si occuperà dell’organizzazione e del coordinamento di tutte le attività, destinate a pubblicizzare e promuovere il marchio, i prodotti o i servizi della propria azienda, attraverso:

la progettazione e l’avvio di campagne pubblicitarie;

la realizzazione di sponsorizzazioni;

la pianificazione di incontri e di iniziative culturali;

la proposta di eventi speciali e di convegni.

Il responsabile della comunicazione è un profilo professionale particolarmente richiesto all’interno dei contesti aziendali.

Per quanto concerne le aziende di grandi dimensioni, che compiono grossi investimenti in comunicazione, questa figura è praticamente indispensabile.

In questo caso, all’interno dell’organigramma dell’impresa ricopre un ruolo dirigenziale mantenendo forti rapporti con i vertici dell’azienda. L’inquadramento economico, previsto, potrà aggirarsi tra i 4.000 e gli 8.000 euro mensili lordi più eventuali benefit ed incentivi.

Alcune aziende di medie e piccole dimensioni, invece, che operano all’interno di mercati più ridotti, per arginare i costi, scelgono di affidare le attività di comunicazione, a seconda delle esigenze, ad un libero professionista o a uno studio specializzato. Tale realtà rappresenta, per un responsabile della comunicazione qualificato, un buona opportunità di proporsi sul mercato come consulente.

Competenze

strategico che operativo ed una formazione economico-giuridica solida. Parallelamente, è importante possedere competenze in ambito statistico, per analizzare ed elaborare i risultati delle ricerche sulle dinamiche del mercato. Prerogativa imprescindibile per chi lavora in quest’area sarà, inoltre, la conoscenza approfondita delle tecniche di comunicazione. Sono richieste inoltre competenze di psicologia sociale, una cultura generale ampia, la conoscenza di una lingua straniera, attitudine al lavoro di gruppo e flessibilità.

 

Formazione

Percorsi formativi mirati alle scienze e alle tecniche di comunicazione rappresentano, indubbiamente, la migliore opportunità per arrivare a svolgere questo tipo di professione: esistono corsi di laurea in scienze della comunicazione, in marketing e comunicazione d’impresa, in lingue e tecniche dell’informazione e della comunicazione. Un iter alternativo da seguire potrebbe essere quello di una laurea in psicologia del lavoro e delle organizzazioni oppure in formazione giornalistica o nella gestione delle relazioni internazionali.

Carriera

Un’opportunità di carriera per questa figura è rappresentata dal passaggio alla libera professione, esercitata in proprio o nell’ambito di uno studio di consulenza specializzato. L’attività si rivolge, in tali casi, ad imprese di dimensioni medio-piccole non dotate - per arginare i costi - di questo profilo professionale al loro interno.

Situazione di Lavoro

Il Responsabile della comunicazione è particolarmente richiesto all’interno delle aziende di grandi dimensioni: ricopre un ruolo dirigenziale, mantenendo forti rapporti con i vertici dell’impresa. L’inquadramento economico previsto si aggira tra i 4.000 e gli 8.000 euro mensili lordi, più eventuali benefits ed incentivi.

Tendenze Occupazionali

Le tendenze occupazionali sono in crescita e potrebbero subire un ulteriore incremento, con il perfezionarsi delle tecniche in grado di valutare l’efficacia della comunicazione pubblicitaria

Figure Professionali Prossime

Le figure più vicine al Responsabile della comunicazione sono il Direttore del marketing strategico ed il Responsabile del marketing operativo.

 

 

Ultimo aggiornamento ( 25 Giu, 2009 at 06:14 PM )
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L´esperto in gestione delle risorse umane E-mail
Contributi di Renato   

L’Esperto in gestione delle risorse umane si occupa della ricerca, della selezione e della gestione del personale, in linea con gli obiettivi dell’azienda o dell’ente pubblico per cui lavora. Egli è in grado di pianificare interventi di valutazione, motivazione, formazione e sviluppo delle risorse umane.

Questa figura collabora alla definizione della quantità e della qualità delle risorse umane da acquisire sul mercato del lavoro esterno. Valuta il fabbisogno di personale di cui necessita un’organizzazione, non solo considerando i prevedibili flussi in entrata, in uscita e in mobilità interna, ma soprattutto sulla base degli obiettivi aziendali. Elabora pertanto i profili del personale da assumere e precisa i requisiti da ricercare. Un altro dei suoi compiti riguarda la selezione del personale. A tal fine, una volta prescelti i potenziali candidati, effettua interviste, colloqui, test di valutazione individuali e/o di gruppo, allo scopo di individuare e selezionare il candidato che meglio risponde ai requisiti ricercati.

Quest’Esperto può essere anche chiamato a svolgere interventi di formazione e di addestramento delle risorse umane già occupate o di quelle da inserire nell’organizzazione, riguardo a competenze sia attuali cha da sviluppare in futuro. Rientrano tra le sue attività anche la messa a punto di strumenti di valutazione delle prestazioni, così come di interventi volti a stimolare e promuovere le motivazioni dei lavoratori. Egli si occupa inoltre delle problematiche sindacali, collabora alla definizione delle politiche retributive, nonché delle iniziative legate ai temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, in linea con tutto ciò che riguarda la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse umane impiegate in un’organizzazione.

Competenze

Le competenze che deve possedere l’Esperto in gestione delle RU riguardano la conoscenza delle organizzazioni aziendali, nonché del ruolo e delle finalità che il “fattore umano” svolge all’interno di esse. Nello specifico, oltre a possedere competenze manageriali, questa figura utilizza tecniche che favoriscono sia la partecipazione agli obiettivi aziendali che la motivazione del personale. Le conoscenze specifiche e le competenze tecnico-professionali comprendono teorie, metodi, tecniche e strumenti per la gestione dei processi che riguardano la selezione, la formazione e lo sviluppo delle RU, le relazioni sindacali e anche la prevenzione e la sicurezza sul lavoro. Oltre alla capacità d’uso dei principali programmi informatici, sono importanti competenze utili a promuovere una comunicazione efficace, quali l’ascolto attivo, l’empatia, la capacità di negoziare e di lavorare in gruppo, la capacità di porre e risolvere i problemi.

Formazione

Per svolgere adeguatamente le attività di sua competenza, quest’Esperto deve possedere una laurea, preferibilmente in organizzazione e gestione delle RU (vedi su http://offf.miur.it) oppure in materie socioumanistiche, giuridiche o economiche. L’aver partecipato ad un master o ad un corso di specializzazione post-laurea sulla gestione delle risorse umane può agevolarne l’inserimento lavorativo. Per esercitare la professione ad un buon livello, incidono notevolmente l’esperienza e l’apprendimento “on the job”.

Carriera

Nelle strutture di grandi dimensioni, dove la funzione risorse umane è caratterizzata da una forte specializzazione ed articolazione geografica, le prospettive di carriera possono prevedere il passaggio ad incarichi di sempre maggiore responsabilità diretta sulla gestione delle RU: da Esperto in GRU si può passare infatti a Responsabile del personale di stabilimento o unità locale, quindi a Responsabile del personale di area o di più unità locali e così via. La carriera di questa figura può raggiungere il suo apice con il conseguimento del ruolo di Responsabile della gestione delle risorse umane o di Direttore del personale.

Situazione di Lavoro

L’Esperto in gestione delle risorse umane è in genere un dipendente a tempo indeterminato, ma può svolgere la sua professione anche come consulente esterno in enti pubblici o come libero professionista. Nello svolgimento del suo incarico, utilizza il personal computer, programmi di videoscrittura, posta elettronica ed internet oppure svolge lezioni o colloqui di selezione in aula. Quest’Esperto, se appena assunto, può ottenere una retribuzione media che varia dai 28 mila ai 36 mila euro lordi annui. Al massimo grado della sua carriera invece, il Direttore Generale della gestione delle risorse umane può prendere dai 120 ai 130 mila euro lordi annui.

Tendenze Occupazionali

Le possibilità occupazionali in quest’Area ed in particolare per l’Esperto in GRU risultano essere in aumento, non solo nel settore privato ma anche all’interno della pubblica amministrazione, grazie ad un cambiamento di strategia, che vede nel personale non più un peso da amministrare, ma una vera e propria risorsa da rivalutare. Questo tipo di professione può essere ricoperto indistintamente da uomini e donne, ma si caratterizza tuttavia per una leggera prevalenza femminile.

Figure Professionali Prossime

Hanno contenuti di lavoro simili a quelli di quest’Esperto sia l’Assistente al Direttore del personale che il Tecnico del personale (vedi l'area “Segreteria e lavori di ufficio”).

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L´esperto di outplacement E-mail
Contributi di Renato   

L’Esperto di outplacement è la figura professionale che, soprattutto nei momenti di “crisi” aziendale, è in grado di impostare e sviluppare attività di ricollocazione del personale, a livello individuale e/o collettivo.

Il primo e principale compito di questa figura riguarda l’offerta di un servizio di consulenza informativa, logistica e psicologica, sia nel caso di outplacement individuale che collettivo. Questa figura si occupa, pertanto, di supportare il personale in cerca di un nuovo lavoro, motivandolo e accompagnandolo nel processo di valutazione delle proprie risorse, sia professionali che psicologiche, per stabilire insieme nuovi obiettivi, facilitando inoltre il contatto con il mercato del lavoro esterno. Nel caso di interventi collettivi, quest’Esperto cerca di trovare un accordo con le parti sociali (azienda e sindacato) e con le persone interessate, per definire i contenuti del “piano sociale”, ovvero un documento di riferimento di ogni intervento di questo tipo. Soprattutto negli ultimissimi anni, il cosiddetto outplacement collettivo, rivolto cioè ad ampi strati di lavoratori, ha avuto un forte sviluppo. Il livello di responsabilità di questa figura professionale è quindi molto rilevante, sia nei confronti dei candidati, sia in relazione alle imprese che commissionano il suo intervento. Infatti questa figura supporta talvolta l’azienda nel processo di selezione e nelle procedure amministrative per l’assunzione.

Competenze

L’Esperto di outplacement deve sapere come funzionano le imprese, conoscere il diritto del lavoro e il mercato del lavoro. Le competenze specifiche si riferiscono alle sue capacità di:

interpretare e fornire informazioni, applicare procedure inerenti i contratti di lavoro, le paghe e i contributi, i diritti dei lavoratori, i licenziamenti, le assunzioni e le prove;

gestire relazioni d’aiuto, interventi di formazione e di orientamento;

elaborare piani di marketing.

Sono molto importanti per questa figura le attitudini all’ascolto, alla negoziazione, al problem solving e capacità di iniziativa.

Formazione

Per svolgere questa professione non esistono percorsi formativi specializzati. Sebbene sia sufficiente un diploma di scuola secondaria superiore ad indirizzo economico-aziendale, è preferibile il possesso di una laurea, preferibilmente in scienze del servizio sociale, scienze giuridiche, economia e gestione aziendale (vedi su http://offf.miur.it). Ma l’Esperto di outplacement può provenire anche da facoltà socio-umanistiche o psicologiche. I corsi di formazione regionali o i master di specializzazione non riguardano solo questa specifica funzione, ma la gestione delle risorse umane in generale. Per esercitare la professione incide notevolmente l’esperienza e l’apprendimento sul campo.

Carriera

In genere, un Esperto di outplacement inizia la sua attività come Operatore junior, svolgendo compiti di tipo prevalentemente tecnico/operativo. Solo dopo avere maturato una pluriennale esperienza nell’ambito delle attività di ricollocazione professionale, l’Esperto di outplacement è in grado di gestire con completa responsabilità ed autonomia questo tipo di interventi, spesso anche molto complessi. La mobilità verticale di questo ruolo prevede la possibilità di accesso ad incarichi di sempre maggiore responsabilità all’interno dell’Area “Gestione delle Risorse Umane”, come ad esempio quello di Responsabile del personale o di Dirigente di organizzazione e sviluppo.

Situazione di Lavoro

L’Esperto di outplacement può essere sia un dipendente a tempo indeterminato, inquadrato come impiegato o quadro all’interno di un’impresa, sia un collaboratore esterno o un consulente.

Quest’Esperto collabora con le altre figure professionali dell’Area “Gestione delle Risorse Umane” e intrattiene relazioni con diversi interlocutori: aziende che ricercano personale da assumere e/o da ricollocare, associazioni datoriali e sindacali, INPS e così via.

Egli opera sia all’interno di un proprio ufficio, dove utilizza normalmente il computer e le tecnologie telematiche, sia all’esterno, durante i numerosi incontri di lavoro.

Mediamente, la retribuzione dell’Esperto di outplacement varia da un minimo di 25 mila euro ad inizio carriera, fino ad un massimo di 50 mila euro lordi all’anno, se inquadrato come quadro.

Tendenze Occupazionali

Tenendo conto della situazione del nostro Paese, in cui la maggioranza delle imprese sono di piccole dimensioni, questa figura professionale non presenta un’alta occupabilità, poiché l’outplacement è un’attività praticata solo in aziende o gruppi di grandi dimensioni e specialmente nelle multinazionali. Tuttavia, la situazione si sta lentamente evolvendo ed in futuro si prevede un forte sviluppo di queste pratiche, che riguarderà sempre più ampi strati di lavoratori.

Non si riscontrano disparità di genere tra uomini e donne nell’accesso a questa professione.

Figure Professionali Prossime

L’Esperto di outplacement può ricoprire, con la stessa formazione, anche il ruolo di Esperto in selezione e sviluppo del personale.

 

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L´esperto in selezione e valutazione del personale E-mail
Contributi di Renato   

Questa figura svolge tutte le attività relative alla ricerca e alla selezione del personale, definisce i profili necessari e individua i candidati ideali da inserire all’interno dell’azienda o dell’ente per cui lavora.

L’attività di selezione comprende una serie di compiti, collegati da un obiettivo finale che può coincidere con l’assunzione del candidato o dei candidati ricercati. Dopo aver elaborato il profilo del personale da acquisire, una volta chiarite le sue principali caratteristiche lavorative (tipo di formazione richiesta, competenze tecnico-professionali, ecc.), le sue attitudini (capacità di relazionarsi, intelligenza, creatività, capacità organizzative, di linguaggio, ecc.) e gli elementi anagrafici (età, stato civile, residenza, ecc.), si passa agli interventi di ricerca veri e propri. L’Esperto in selezione sceglie i mezzi e gli strumenti di reclutamento più appropriati (inserzioni, annunci, banche-dati sulle offerte di lavoro) e, una volta individuati i possibili candidati, dopo il vaglio dei curricula, porta avanti il processo di selezione, che di solito consiste in una serie di interviste e colloqui, ma anche di prove attitudinali, test psicologici, questionari di personalità, individuali e di gruppo, secondo procedure standardizzate che garantiscono riservatezza e trasparenza.

L’attività di valutazione riguarda perlopiù piani di sviluppo, motivazione e crescita professionale del personale già occupato o da assumere. A questo scopo l’Esperto è in grado di mettere in pratica, utilizzando metodi e tecniche appropriate, interventi di valutazione che hanno l’obiettivo di rilevare e di mettere in luce competenze possedute o potenziali. Uno strumento oggi molto utilizzato è quello dell’assessment center.

Competenze

Questa figura deve possedere una buona conoscenza generale del funzionamento delle organizzazioni, delle problematiche relative all’incontro domanda-offerta di lavoro e della psicologia. Le conoscenze specifiche comprendono teorie, metodi, tecniche e strumenti connessi al processo di selezione e valutazione del potenziale. Sono importanti capacità aggiuntive come una comunicazione efficace, ascolto attivo, empatia, assertività e problem solving. L’Esperto in selezione e valutazione conosce i principali strumenti multimediali e informatici. Fondamentale risulta la conoscenza di almeno una lingua straniera, in particolare dell’inglese.

Formazione

L’Esperto in selezione e valutazione del personale deve possedere una laurea specialistica, preferibilmente in psicologia ad indirizzo organizzativo (vedi su http://offf.miur.it), oppure in materie socio-umanistiche. I laureati in psicologia sarebbero, per legge, gli unici ad avere il titolo abilitante ad elaborare e somministrare i test di selezione e valutazione del personale.

Nella pratica, qest’Esperto può provenire anche da altri ambiti di studio ed essersi specializzato con un master post-laurea o con dei corsi di formazione specifici.

Carriera

La formazione continua permette all’Esperto in selezione e valutazione del personale di completare la propria preparazione e facilita la mobilità verso posizioni di livello più elevato. Per poter svolgere il suo ruolo come dipendente del settore pubblico, quest’Esperto deve superare naturalmente un concorso. Egli può aspirare a diventare Responsabile del personale o, nel caso di coloro che operano come dipendenti di agenzie per il lavoro, può arrivare a ricoprire col tempo il ruolo di Responsabile di area o di progetto/commessa.

Situazione di Lavoro

L’Esperto in selezione e valutazione del personale può operare all’interno dell’area del personale o delle risorse umane in aziende ed organizzazioni di dimensioni medio-grandi, come impiegato o quadro, in qualsiasi settore economico. Il cosiddetto “Cacciatore di teste” è spesso un libero professionista, frequentemente un ex-Direttore del personale, che assume l’incarico da parte di un’azienda committente per un intervento specifico. Svolge i suoi compiti principalmente in uno o più uffici, in quanto talvolta deve recarsi in aule adibite a colloqui, interviste, prove attitudinali e quant’altro. La sua retribuzione media annua, come dipendente con un inquadramento a livello impiegatizio, si aggira intorno ai 22 mila euro lordi all’inizio delle carriera, per arrivare ai 28 mila euro. Se invece l’Esperto in selezione e valutazione del personale è un quadro, può ottenere da 42 fino a 50 mila euro lordi annui.

Tendenze Occupazionali

Le prospettive future sembrano indicare un andamento positivo ed una richiesta crescente di questa figura professionale, soprattutto nell’ambito delle agenzie per il lavoro, nelle società di consulenza, oltre che nei Centri per l’Impiego. Anche se la presenza femminile è leggermente superiore, non ci sono differenze di genere nell’accesso a questa professione.

Figure Professionali Prossime

La figura professionale più simile all’Esperto in selezione e valutazione del personale è quella dello Psicologo del lavoro. Sono collegate a questa figura anche l’Esperto di outplacement e l’Head hunter (Cacciatore di teste).

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L’Archivista di Redazione E-mail
Contributi di Federica   

L’Archivista di Redazione è il soggetto che cataloga, ordina e archivia tutto il patrimonio documentario di un giornale (fotografie, ritagli di giornali, appunti manoscritti e dattiloscritti, articoli, immagini, promemoria) e, su richiesta dei giornalisti e dei grafici, reperisce materiali per esigenze redazionali.
I compiti principali affidati all’Archivista di Redazione riguardano quindi la raccolta, l’esame, la classificazione, la disposizione, l’archiviazione e la conservazione dei documenti realizzati dal giornale, secondo criteri tali da assicurare il principio della libera fruibilità delle fonti .
Questa figura deve gestire sia un archivio cartaceo, organizzando e conservando in modo opportuno il materiale e redigendo schede descrittive dei documenti catalogati (per offrire strumenti di corredo utili alla ricerca), che un archivio elettronico. Quest’ultimo deve garantire un accesso ai documenti rapido e funzionale alle esigenze del personale operante nella redazione (giornalisti, redattori, grafici, scrittori, ecc.), che spesso richiede tempi di lavoro molto stretti e necessità improvvise. L’Archivista di Redazione si occupa quindi di organizzare i documenti digitali, garantendo la qualità e la sicurezza del materiale archiviato. Collabora, infine, con il personale operante in redazione nella ricerca di informazioni, dati e immagini, utili alla realizzazione di articoli e di interviste, non solo tramite l’archivio interno, ma anche tramite la ricerca on-line.
Competenze
L’Archivista di Redazione, oltre a competenze specifiche riguardanti le tecniche archivistiche per l’amministrazione gestionale di un archivio, sia cartaceo che elettronico, deve possedere capacità organizzative e relazionali, nonché avere buone competenze di logica sistematica che, insieme alla capacità di valorizzare contenuti e informazioni, danno qualità al suo lavoro. E’ necessario che l’Archivista di Redazione, oltre all’inglese, possegga una buona cultura sia generale che specialistica, qualora lavori nella redazione di pubblicazioni specializzate ad esempio in sport, natura, viaggi, gossip e così via.

Formazione
Per accedere a questo lavoro è preferibile avere una formazione di tipo universitario ad indirizzo umanistico. Nello specifico, è particolarmente adatta una laurea di primo livello in beni archivistici e librari ed eventualmente una successiva laurea specialistica (vai su http://offf.miur.it). Al di fuori dell’ambito universitario esistono anche corsi di formazione professionale, in particolare per ciò che riguarda l’editoria elettronica, a volte finanziati dalla Regione di appartenenza o dal Fondo Sociale Europeo, nonché alcuni corsi organizzati sia da associazioni che da enti di formazione privati.

Carriera
In genere si accede alla professione dopo un periodo di formazione e/o di tirocinio “sul campo”. Dopo un certo numero di anni di esperienza, è possibile diventare Responsabile di archivio o Capo archivista.

Situazione di Lavoro
Quella dell’Archivista di Redazione è una professione svolta prevalentemente alle dipendenze di case editrici di giornali, riviste e libri, in realtà aziendali di grandi o piccole dimensioni. Questa figura può svolgere il suo lavoro anche in ambiti diversi: biblioteche (vedi anche “Beni culturali”), istituti di ricerca, service specializzati in reperimento dati, archivi tematici di grandi imprese, associazioni e così via. L’Archivista opera in collaborazione con tutte le figure professionali che lavorano nella redazione e risponde del suo operato al Responsabile d’archivio. Il suo lavoro si svolge nel rispetto dell’orario contrattuale e la retribuzione è legata chiaramente alla posizione ricoperta, in relazione agli specifici compiti e responsabilità attribuite, al contesto lavorativo e agli anni di esperienza. Pertanto, la remunerazione prevista può variare da un minimo di circa 18.000 euro fino ad arrivare anche a 30.000 euro lordi annui.

Tendenze Occupazionali
Il trend occupazionale di questa figura, nello specifico dell’editoria libraria e giornalistica, appare sostanzialmente stabile. Tuttavia va notato che il settore dell’archivistica, che già presenta del resto una consolidata tradizione culturale, ha subito negli ultimi decenni un’eccezionale espansione, grazie all’apporto delle nuove tecnologie e all’esplosione dell’informazione, che hanno imposto la necessità di elaborare, manipolare, conservare e far circolare un’ingente quantità di dati. Le competenze e le attività svolte dall’Archivista di Redazione non sono pertanto legate esclusivamente, come si è accennato, al settore dell’editoria, ma sembrano essere richieste sempre di più nell’ambito di molteplici e differenti realtà produttive. Non ci sono particolari disparità di genere, tra uomini e donne, nello svolgimento di questa professione.

Ultimo aggiornamento ( 05 Giu, 2009 at 09:43 AM )
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L´insegnante della scuola secondaria di 2° grado E-mail
Contributi di Federica   

L´insegnante della scuola secondaria di 2° grado
 
L’Insegnante di scuola secondaria di 2° grado lavora con studenti di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, fornendo loro una preparazione di livello superiore nella propria disciplina d’insegnamento.
L’Insegnante ha il compito di trasmettere allo studente una serie di conoscenze specialistiche, ma anche una visione d’insieme che lo aiuti ad approfondire ed integrare le singole discipline.
Le materie principali sono le seguenti:
• lingue e culture classiche (latino e greco) per il classico;
• matematica e scienze fisiche, chimiche e naturali per lo scientifico;
• lingue e culture di almeno tre Paesi per il linguistico;
• scienze giuridiche ed economiche per l’indirizzo economico-commerciale;
• arti grafiche, plastiche, figurative e audiovisive per l’artistico;
• forme della musica e della danza per il musicale;
• scienze di studio dell’uomo per il liceo delle scienze umane;
• tecnologie e loro sistemi operativi per l’indirizzo tecnologico-industriale .
Gli Insegnanti di ogni istituto elaborano ed attuano il Piano dell’Offerta Formativa (POF), in cui vengono indicate le linee guida del percorso formativo offerto dalla scuola. Quest’Insegnante dovrà anche rispondere dell’attuazione dei Piani di Studio Personalizzati, in cui sono individuati gli obiettivi specifici per i singoli allievi. Il PSP è fondamentale per la gestione e l’accumulo dei crediti che ciascun alunno, a partire dal terzo anno di ciascun tipo di liceo, si porterà in dote fino all’esame finale del quinto anno.

Ultimo aggiornamento ( 25 Giu, 2009 at 05:58 PM )
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il formatore E-mail
Contributi di Federica   

Il formatore
 
Il Formatore è incaricato dello svolgimento pratico delle azioni formative, in presenza o a distanza, per le quali elabora dettagliatamente contenuti e modalità (lezioni, esercitazioni e così via). Nella fase di realizzazione, il Formatore gestisce il gruppo ed i singoli attuando il programma stabilito.
In particolare deve:
• verificare gli obiettivi stabiliti in fase di progettazione;
• articolare le fasi ed i tempi di apprendimento, definendo il numero e la scansione delle ore/giornate per ogni modulo formativo;
• accertarsi dei requisiti richiesti ai partecipanti ed approfondire la conoscenza degli allievi;
• intervenire nella scelta delle attrezzature e degli strumenti più adatti per l’attività d’insegnamento;
• contribuire a scegliere le varie metodologie didattiche previste dal progetto formativo;
• partecipare all’elaborazione delle valutazioni.

Ultimo aggiornamento ( 25 Giu, 2009 at 05:59 PM )
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Il dirigente scolastico E-mail
Contributi di Federica   


Il Dirigente scolastico è il responsabile e il manager di una scuola di cui risponde in termini finanziari, gestionali, amministrativi e didattici. Prima della riforma era chiamato Direttore o Preside.
Il Dirigente scolastico deve garantire un’efficiente organizzazione ed il buon funzionamento dell’intera attività scolastica. Egli assicura la gestione unitaria dell’istituto, di cui è il legale rappresentante, ed è responsabile delle risorse finanziarie e dei risultati del servizio. Oltre a curare il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel Piano dell’Offerta Formativa (POF), egli deve:
• organizzare le attività di docenza (analisi, gestione e aggiornamento dei bisogni formativi e del Piano di formazione, accoglienza dei nuovi docenti, pianificazione dell’utilizzo delle nuove tecnologie e così via);
• coordinare i servizi per gli studenti (attività extracurricolari, di orientamento, tutoraggio e recupero);
• organizzare progetti formativi con enti ed istituzioni esterni;
• dirigere il personale (docente e non docente) e gestire gli organi collegiali;
• stabilire la formazione delle classi, promuovere la sperimentazione e l’aggiornamento;
• coordinare, nel rispetto della libertà d’insegnamento, l’attività didattica;
• adottare provvedimenti in caso d’inadempienze del personale.
...

Ultimo aggiornamento ( 25 Giu, 2009 at 06:01 PM )
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Le proposte di Viaggintasca.it E-mail
Contributi di Renato   

Le Proposte di Viaggintasca.it

NEWS

Alla scoperta dei rapaci del Furlo

Località: Riserva Naturale del Furlo (Pesaro e Urbino) - Marche

Come  osservare e  imparare a riconoscere gli uccelli, studiarne l’ecologia e le caratteristiche comportamentali, sapere come tutelarli ed aiutarli a sopravvivere.

PROGRAMMA:
Ore 8.30: ritrovo presso il centro visite;
Presentazione della Riserva Naturale Statale Gola del Furlo
Partenza dell'escursione e osservazione dei rapaci;
Rientro al centro visite;
Lezione teorica ed ecologia dei rapaci.

Attrezzatura indispensabile:
scarponcini da trekking
acqua
cappello
impermeabile
Si consigliano binocolo e macchina fotografica.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AI SEGUENTI RECAPITI:
Tel: 0721/700041
Fax: 0721/700057
e-mail:

 Fonte: Viaggintasca.it

Ultimo aggiornamento ( 21 Mag, 2009 at 04:54 PM )
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